Il governo stringe sulle misure per mitigare l'effetto del caro-energia su famiglie e imprese. E riunisce a Palazzo Chigi i ministri competenti e i tecnici per trovare la quadra sulle misure da inserire nel decreto bollette, in vista del Consiglio dei ministri di venerdì mattina.
La rotta da seguire l'ha indicata la presidente del consiglio Giorgia Meloni lunedì sera quando, ritenuta "non soddisfacente" la bozza del decreto bollette predisposta dai ministeri dell'Economia e dell'Ambiente, ha chiesto di "approfondire" ulteriori misure e deciso per questo di rinviare di qualche giorno la riunione programmata inizialmente per martedì: la risposta deve essere "più efficace" - è stato il monito della premier - con una particolare attenzione ai soggetti più vulnerabili. Il lavoro fatto in questi giorni è stato verificato nel coso di una riunione in serata a Palazzo Chigi con ministri competenti e tecnici. Presenti il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano, il titolare del Mase Gilberto Pichetto e il ministro degli Affari europei e Pnrr Tommaso Foti, oltre a tecnici dei dicasteri e della Ragioneria. Sviluppi seguiti a distanza dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, in questi giorni a Cape Town per il G20. Una riunione che viene definita soprattutto tecnica e non particolarmente lunga. Il nodo non sarebbero le risorse, che non dovrebbero andare oltre i 3 miliardi. Ma si starebbe valutando di fare in modo che lo sforzo maggiore sia a favore delle famiglie: mettendo dunque sul piatto più degli 1,3-1,5 miliardi previsti in un primo tempo. Secondo alcuni si potrebbe arrivare a mobilitare circa 2 miliardi. Per farlo si starebbe valutando la possibilità di estendere ulteriormente la platea dei beneficiari del bonus sociale, attualmente destinato alle famiglie con massimo 3 figli a carico e Isee fino a 9.530 euro. L'idea iniziale era di alzare il tetto a 15mila euro, come fatto già nel 2023, ma non si esclude di arrivare a 20mila, andando così a coinvolgere circa 7 milioni di famiglie. Tra le ipotesi c'è anche quella di limitare l'orizzonte degli aiuti ad un solo trimestre, anziché sei mesi. Si ipotizza anche che possa essere inserito qui il finanziamento del contratto del tpl. Non sarebbe ancora chiusa invece la partita sulle concessioni idroelettriche.
Pichetto suggerisce una strada possibile: "noi non abbiamo possibilità di rinnovo con contrattazione, che può essere una delle vie, e non l'unica, rispetto a quelle che sono scelte e competenze regionali, per la riassegnazione". E il ministro Foti non chiude. "Sono in corso colloqui con l'Europa", spiega, ma ricorda cauto: "Prima si scrivono le norme, poi si verifica se sono compatibili con l'ordinamento comunitario, poi si introducono e poi decidono le Regioni perché la competenza è loro".
Dal mondo produttivo si guarda intanto con attesa al provvedimento. "In questi anni l'attenzione è stata dirottata sulle esigenze degli energivori", osserva Confapi, chiedendo nel prossimo dl misure per le pmi. Le opposizioni intanto non allentano il pressing sull'esecutivo. "Il governo dovrebbe fare una politica energetica che attualmente non c'è. Stanno parlando d'altro gettando la palla in tribuna", dice Andrea Orlando del Pd. "Per la maggioranza le bollette non sono un'urgenza, mentre arriverà in Parlamento il solito decreto blindato", aggiunge il capigruppo del M5s alla Camera Riccardo Ricciardi. Atteso in cdm venerdì anche il disegno di legge delega sul nucleare.
La strada per garantire l'autonomia dell'Italia e dell'Europa, indica il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, è accelerare sulle rinnovabili e puntare sul nucleare di nuova generazione su cui l'Italia - assicura - può essere leader.
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