Tullio Crali, il futurista
irriducibile, avrebbe voluto proprio così una mostra antologica
delle sue opere. Fu lo stesso maestro dell'aeropittura a
indicare la scelta dei dipinti, anche quelli di grandi
dimensioni, che hanno segnato il suo percorso artistico. A
rendergli omaggio in questo modo fino al 25 settembre è la
Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Monfalcone, che già
nel 2019 aveva dedicato una rassegna al pittore conosciuto dal
grande pubblico soprattutto per 'Incuneandosi nell'abitato',
l'immagine vertiginosa del pilota visto dall'interno della
carlinga in picchiata verso gli edifici di una città. Le
ottantasei opere - tra dipinti, sculture, disegni d'architettura
e sperimentazioni polimateriche realizzate all'inizio degli anni
Trenta - selezionate per 'Crali aeropittore, sempre futurista'
dal curatore Marino De Grassi, provengono da collezioni
pubbliche e private e, soprattutto, dalle eredi dell'artista,
tornate solo recentemente a disporre del corpus di dipinti che
Crali donò al Mart, il Museo d'arte moderna e contemporanea di
Trento e Rovereto, e rimasti nei depositi per anni a causa di
una vertenza giudiziaria sul mancato rispetto degli accordi.
Tra i capolavori ci sono, appunto, la versione più grande di
'Incuneandosi nell'abitato. In tuffo sulla città', del 1939,
esposto l'anno successivo con grande successo alla personale di
Crali alla Biennale di Venezia, e 'Le Frecce Tricolori', 1987,
del maestro ormai anziano. Il racconto della mostra, dunque, è
una sorta di chiusura del cerchio dell' artista rimasto
futurista tutta la vita, fedele alla linea indicata da Filippo
Tommaso Marinetti dall'esordio nel 1927 fino agli ultimi lavori
degli anni Novanta, come l''Omaggio a Boccioni' del 1995. Un
filo che si dipana sul doppio binario dell'adesione al Movimento
e della virata aeropittorica a metà degli anni Trenta.
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