(di Paolo Levi)
Come un inno allo storico
gemellaggio che unisce Roma e Parigi. Per la sua riapertura,
dopo oltre un anno di lavori sotto la supervisione dell'Institut
de France, il Musée Jacquemart-André presenterà questo autunno
una quarantina di capolavori della Galleria Borghese, il museo
romano tra le istituzioni culturali più belle al mondo.
Intitolata 'Chefs d'oeuvre de la Galerie Borghèse', 'Capolavori
della Galleria Borghese', ciò che si preannuncia come uno dei
grandi eventi culturali della prossima stagione parigina - in
locandina il 'Fanciullo con canestro di frutta' di Caravaggio -
è in programma dal 6 settembre 2024 al 5 gennaio 2025, in
coincidenza con una campagna di lavori di ammodernamento del
museo romano. ''Per la prima volta si avrà la possibilità di
visitare all'estero la collezione di Scipione Borghese",
dichiara in una nota Francesca Cappelletti, direttrice della
Galleria Borghese che ha curato l'esposizione insieme a Pierre
Curie. "E' come se la collezione che Scipione Borghese riunì
all'inizio del seicento viaggiasse a Parigi..qualcosa che,
all'epoca barocca, avrebbe suscitato grande entusiasmo, anche
tenuto conto dell'aura della collezione già dal 1620", aggiunge
l'esperta, assicurando che ciò che attende i visitatori è una
''vertigine: opere eccezionali, Raffaello, Caravaggio,
Bernini...provenienti da un altro contesto". Rivolgendosi al
pubblico d'Oltralpe, Cappelletti sottolinea che la Galleria
Borghese ''è unica perché da ancora l'idea della collezione
barocca che attraversa le epoche, diventando inoltre un luogo
meraviglioso del neoclassicismo europeo. Spazio prossimo ad una
macchina del tempo, dove si trova l'antichità classica romana,
la grande pittura del Rinascimento e del Barocco, in mezzo ai
marmi, agli affreschi, alle decorazioni originali che
accompagnano le opere. Resta anche l'esempio di un luogo come
esisteva all'epoca: la villa fuori le mura. Un luogo di ritiro e
concentrazione sulla bellezza delle arti, prima espressione di
museo come centro di ricreazione dello spirito e apprendimento".
In mostra lungo le rive della Senna capolavori assoluti come
'Il fanciullo col cesto di frutta' di Caravaggio, Il 'Ritratto
d'uomo' di Antonello da Messina, 'La dama col Licorno' di
Raffaello, 'Venere che benda amore' di Tiziano. Ma l'esposizione
sarà anche l'occasione di rendere omaggio a pittori meno noti
Oltralpe, come Annibale Carracci, Guido Reni, il Cavalier
D'Arpino e Jacopo Bassano. A tenere compagnia ai dipinti
provenienti dall'Italia, ci saranno quelli della collezione
permanente del Musée Jacquemart-André, tra le più notevoli
collezioni rinascimentali presenti fuori dal Belpaese, tanto da
renderlo un museo "quasi italiano". Donato nel 1912 dalla
collezionista e pittrice Nelie Jacquemart-André all'Institut de
France, il palazzo-museo del Boulevard Haussmann, a due passi
dall'Arco di Trionfo, è rimasto chiuso al pubblico dal primo
settembre per lavori di restauro. La campagna ha riguardato, in
particolare, la monumentale scalinata a doppia elica, il fumoir
e l'affresco della sala da pranzo dipinto da Giambattista
Tiepolo in origine per Villa Contarini, a Mira, in provincia di
Venezia, poi staccato e rimontato Oltralpe. Oltre alla ricca
collezione permanente, con tanti dipinti del Rinascimento
italiano, il museo ospita regolarmente mostre temporanee come
quella dell'anno scorso consacrata a Giovanni Bellini. Al
termine dei lavori, l'istituzione spera di poter tornare ad
accogliere nel migliore dei modi i circa 400.000 visitatori
annuali provenienti da tutto il mondo, rispettando il testamento
e la volontà dei collezionisti, Nelie Jacquemart e Édouard
André, a cui si deve questo prezioso scrigno dell'arte europea
nel cuore di Parigi.
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