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Giuseppe Cerasa, 'Sipario siciliano è un omaggio alla memoria'

Giuseppe Cerasa, 'Sipario siciliano è un omaggio alla memoria'

Presentazione al Maxxi. L'autore, 'le radici non si scordano'

ROMA, 27 febbraio 2025, 12:37

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Una platea gremita di amici, colleghi e semplici cittadini ha assistito al Maxxi di Roma alla presentazione di "Sipario siciliano. Storie di donne, passioni, segreti, mafia ed eroi senza gloria", il libro edito da Aragno con il quale Giuseppe Cerasa propone una sequenza di ricordi molto spesso inediti che attraversano quasi 70 anni di vicende italiane. "Non immaginavo di scrivere questo libro e non speravo che un editore raffinato come Aragno lo pubblicasse. Mio figlio Claudio mi ha convinto e l'ho fatto per i miei due nipoti, Francesco e Leonardo, che non sono nati in Sicilia, un omaggio alla memoria, bisogna avere il coraggio di rivendicarla altrimenti siamo e rimaniamo fuscelli", ha commentato non senza emozione il giornalista e scrittore siciliano.
    Sul palco con l'autore, dopo un'introduzione di Emanuela Bruni, consigliera reggente della Fondazione Maxxi ("Sembra difficile parlare di un'opera prima per Giuseppe Cerasa con tutto il suo passato da giornalista. E il libro è già candidato allo Strega dopo venti giorni", ha detto) sono saliti anche la conduttrice del Tg5 Costanza Calabrese ("per me Cerasa è un maestro da quando ho iniziato questo mestiere a Repubblica"), lo scrittore Marco Lodoli, l'avvocato Ernesto Maria Ruffini e la vicedirettrice del Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini, mentre l'attrice de "I leoni di Sicilia" Ester Pantano ha letto alcuni brani del volume.
    Nel libro si alternano piccole e grandi storie, ma soprattutto tutte le sfumature di un'isola benedetta e maledetta al tempo stesso. Dalle mani delle ricamatrici ai profumi e ai sapori dei piatti della cucina più umile, le tradizioni di santi e madonne, la Palermo più popolare con i mercati colorati e le strade invase di immondizia, e quella dei tribunali e dei palazzi del potere. E ancora l'urto delle contestazioni del '68 su una società solo apparentemente immobile, la corruzione, l'omertà, i morti ammazzati, le collusioni tra politica e mafia.
    L'autore sfrutta la Sicilia come "un buco della serratura" da cui guardare le trasformazioni dell'Italia per offrire al lettore un grande affresco, un racconto appassionato di vita quotidiana specchio dell'identità di un popolo, ma anche alle grandi tragedie di mafia, dall'assassinio di Dalla Chiesa a quelli di Falcone, Borsellino e di Piersanti Mattarella. Per finire al Quirinale dove il fratello Sergio prosegue la missione dell'impegno contro le mafie e della salvaguardia della democrazia.
    "Quando Ester Pantano leggeva il primo capitolo mi sono commosso perché quella maestra Marianna che vince a braccio di ferro il baby bullo della classe alla Vucciria è mia moglie", ha aggiunto Cerasa, che ha ricordato anche l'assassinio del Generale Dalla Chiesa, quando vide "a mezzo metro di distanza il volto, sfigurato dai colpi, dell'uomo che era sceso in Sicilia per combattere la mafia. Quando tornai in redazione a Palermo credevo di cadere. Ho scritto quel pezzo per Repubblica con il foglio che si bagnava di lacrime". "Io", ha concluso Cerasa, "sono andato via, come tanti altri, dalla Sicilia, ma le radici non si scordano, sono il fondamento, se hai radici crei altre radici, inseguendo la libertà e la bellezza". Molti gli ospiti intervenuti alla presentazione, oltre all'editore Nino Aragno, anche Paolo Gentiloni ed Elena Stancanelli, Giuliano Ferrara e il rettore Emerito della Sapienza Ernesto Gaudio, l'ex ministro Renato Brunetta e il senatore Filippo Sensi.
   

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